Nel 1905 a Torino, aprì i battenti la compagnia “Aquila Italiana”, quando il giovane ingegnere italiano Giulio Cesare Cappa, proprietario di una piccola officina per le riparazioni e la costruzione di motori a combustione interna, incontrò Giulio Pallavicino. Infatti fu proprio quest’ultimo a finanziare successivamente la costruzione di un nuovo motore progettato da Cappa, che venne montato su un auto prototipo. Questo prototipo segnò l’evoluzione dei futuri modelli a quattro ruote, dato che fu il primo ad adottare delle importanti soluzioni ingegneristiche quali l’utilizzo di cuscinetti a sfera per le superfici soggette a frizione, un pistone in lega, e l’utilizzo del pedale della frizione per avviare la combustione, invece della strana manovella utilizzata fino a quel punto. Dopo il successo del prototipo, Pallavicino propose a Cappa di convertire il suo laboratorio e officina in una compagnia per la produzione a tempo pieno di auto. Un altro personaggio famoso parte della compagnia era il celebre musicista Gustavo Malvano, ma sfortunatamente sia Malvano che Pallavicino vennero uccisi il 31 agosto 1907 quando la loro auto venne distrutta da un treno mentre stava attraversando un passaggio a livello.

La morte prematura di Pallavicino e Malvano lasciò la compagnia senza un direttore e senza finanziamenti, quindi venne acquisita da una banca di credito per l’insistenza di Vincenzo Marsaglia, figlio di Pallavicino, e Cappa venne lasciato come manager. L’ultimo declino della compagnia iniziò nel 1914, quando dei disaccordi interni portarono al licenziamento di Cappa (successivamente assunto dalla FIAT), e la successiva decisione di non convertire la struttura alla produzione di materiale da guerra. Aquila Italiana venne in fine assorbita dalla SPA (Società Piemontese Automobili).